Rischio di sembrare retorico, ma ritengo assolutamente fondamentali per qualsiasi intervento in questo ambito anche il rispetto e l’onestà.
Rispetto nei confronti del minore - A qualsiasi età e con qualsiasi livello cognitivo o di funzionamento, ciascun bambino è prima di tutto e soprattutto una persona. Una persona con gli stessi inviolabili diritti di un adulto; ma anche un persona che, per definizione, ha più bisogni ed ha meno potere di noi adulti. Una persona che con sistematica semplicità può essere svalutata, ridicolizzata, forzata, costretta, illusa, umiliata, ingannata, ricattata (concretamente e/o affettivamente). Rispetto nei confronti dei genitori - Soprattutto nelle situazioni più critiche, più dolorose è terribilmente semplice e comodo dire: “la colpa è dei genitori!”, facilissimo capro espiatorio. E purtroppo questo atteggiamento ‘colpevolizzante’ lo ritrovo molto spesso anche fra gli stessi operatori del settore che, nelle situazioni più dolorose o complesse finiscono per imboccare la facile ricerca del capro espiatorio. Anche perché i sensi di colpa di un genitore sono una potente leva, un comodo, ma poco onesto, strumento di lavoro. Piuttosto, i genitori hanno la responsabilità e il potere di gestire e/o modificare situazioni disfunzionali che, eventualmente, possono aver contribuito a creare.
Onestà nei confronti del minore - Come sancito dalla Carta per i diritti dell’infanzia dell’ONU, il minore va informato e coinvolto in tutte le decisioni importanti che lo riguardano. Nessuna verità può mai essere più dolorosa del furto della verità: è solo per nostra comodità, perché ci sentiamo non in grado di accogliere e contenere, che preferiamo mentire ai minori su cose che li riguardano. Ovviamente si tratta di sforzarsi per trovare il modo di presentare la verità nel modo più adeguato per l’età e per le compentenze del bambino. Onestà nei confronti dei genitori - Un genitore preoccupato per il figlio ha bisogno di un sostegno, di qualcuno di cui fidarsi o spesso addiritura a cui affidarsi. Niente di più comodo che ‘giocare’ la parte dell’Esperto, la relazione medico-paziente: ‘fate come dico io’, ‘è assolutamente così’, ‘seguite attentamente le mie istruzioni’, ‘ho risolto molti casi uguali al vostro’, ‘quello che vi dico ha un pieno grado di sicurezza scientifica’. In realtà al di fuori dell’ambito meramente medico, quello dei problemi esclusivamente fisici, non esistono ‘ricette’ o ‘consigli dell’esperto’ che funzionano sempre, dovunque e/o con tutti. Il professionista esperto lo sa, e dovrebbe necessariamente essere onesto con i genitori: spiegare chiaramente cosa pensa, qual è la sua valutazione, quali sono le sue ipotesi ed essere disponibile a confrontarsi con chi lo consulta. © Arturo Mona, 2010 |
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